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Effect of more versus less intensive blood pressure control on cardiovascular, renal and mortality outcomes in people with type 2 diabetes: A systematic review and meta-analysis.

Ioannidou E, et al. · 2023
PubMed 37257222 ↗DOI: 10.1016/j.dsx.2023.102782Diabetes & metabolic syndrome
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Revisione sistematica e meta-analisi a effetti casuali di 9 studi randomizzati per 11.005 partecipanti con tipo 2, controllo pressorio intensivo contro standard — Diabetes & Metabolic Syndrome
La domanda

Il controllo pressorio piu' stretto porta un vantaggio su tutto o solo su qualcosa?

Cosa hanno trovato

C'e' incertezza sul se la pressione nei pazienti con tipo 2 vada trattata ai livelli standard raccomandati o in modo piu' intensivo. Ricerca su Medline, EMBASE, CENTRAL e Clinicaltrials.gov fra il 1 gennaio 2000 e il 20 aprile 2023. Gli esiti considerati erano mortalita' per tutte le cause, ictus, scompenso cardiaco, malattia cardiovascolare, albuminuria, cardiopatia ischemica ed esiti renali; meta-analisi a effetti casuali. Sono stati inclusi 9 studi con 11.005 partecipanti con tipo 2. La differenza media fra gruppo intensivo e standard al follow-up era di -7,98 mmHg (IC 95% da -12,19 a -3,76) sulla sistolica e -5,08 mmHg (da -7,00 a -3,17) sulla diastolica, con eterogeneita' fra studi elevata per entrambe le analisi (I2 sopra l'85%). Il controllo pressorio intensivo ha prodotto una riduzione del rischio di ictus (rapporto di rischio 0,64; 0,52-0,79) e di macroalbuminuria (0,77; 0,63-0,93). Non ha prodotto una riduzione statisticamente significativa di mortalita' per tutte le cause, scompenso cardiaco, morte cardiovascolare, eventi cardiovascolari, esiti renali e microalbuminuria, sebbene la direzione dell'effetto stimato fosse favorevole per tutti gli esiti. Il livello pressorio raggiunto nel gruppo intensivo era 125/73 mmHg, e gli autori suggeriscono che la raccomandazione attuale di 130/80 mmHg o meno se tollerata potrebbe essere ulteriormente abbassata.

Cosa significa per te

Questa e' la scheda che tiene onesto l'asse, ed e' il motivo per cui e' stata presa. Le due precedenti puntano nella stessa direzione con numeri enormi; questa, su 9 studi randomizzati, mostra che il beneficio del controllo piu' stretto si vede CHIARAMENTE solo su due cose — ictus e macroalbuminuria — e su tutto il resto non raggiunge la significativita'. La direzione e' favorevole ovunque, il che rende ragionevole pensare che serva anche altrove e che manchi la potenza per dimostrarlo; ma finche' non e' dimostrato si dice cosi', non di piu'. Le due cose su cui il vantaggio si vede non sono comunque due esiti qualsiasi: l'ictus e' fra le complicanze piu' temute e la macroalbuminuria e' il segno che il rene sta perdendo proteine sul serio — cioe' esattamente la strada verso la dialisi. Con la scheda 41563182, che sui reni trovava un andamento monotono senza alcuna curva a J, il messaggio converge: se c'e' un organo per cui la pressione bassa conviene senza troppe discussioni, e' il rene. L'eterogeneita' sopra l'85% e' da dichiarare: gli studi differiscono molto fra loro, quindi la media va guardata come un ordine di grandezza. E il confronto con la meta-analisi a rete (37254768) e' istruttivo di per se': stesso tema, metodi diversi, conclusioni che si sovrappongono in parte e non del tutto. Quando accade, la nostra regola e' non scegliere: si tengono entrambe e si dice dove si accordano.

Abstract (in lingua originale)

BACKGROUND AND AIMS: Currently, there is uncertainty as to whether blood pressure control in patients with type 2 diabetes should be treated to standard recommended levels or more intensively. METHODS: Medline, EMBASE, CENTRAL, and Clinicaltrials.gov were searched between January 1, 2000 and April 20th, 2023. Outcomes considered were all-cause mortality, stroke, heart failure, cardiovascular disease, albuminuria, coronary heart disease, and renal outcomes. Random-effects meta-analyses estimated pooled relative risks and mean differences. RESULTS: Nine trials enrolling 11,005 participants with type 2 diabetes were included. The pooled mean difference between the intensive and standard treatment groups at follow-up were -7.98 mmHg (95% CI: 12.19 to -3.76) in systolic blood pressure, and -5.08 mmHg (-7.00 to -3.17) in diastolic blood pressure; although between study heterogeneity was high for both meta-analyses (I2>85%). Intensive blood pressure lowering resulted in a reduction in risk of stroke (risk ratio 0.64; 0.52 to 0.79), and macro-albuminuria (0.77; 0.63 to 0.93). More intensive blood pressure control did not result in a statistically significant reduction in risk of all-cause mortality, heart failure, cardiovascular death, cardiovascular events, renal outcomes, and micro-albuminuria; although the direction of estimated effect was beneficial for all outcomes. CONCLUSIONS: The use of intensive compared with standard blood pressure targets resulted in a significant reduction in blood pressure, stroke, and macro-albuminuria in patients with type 2 diabetes. The post-treatment blood pressure level in the intensive group was 125/73 mmHg, suggesting the current recommendations of 130/80 mmHg blood pressure or lower if tolerated, could be reduced further.
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Come leggerlo: è uno studio scientifico peer-reviewed. Le evidenze aiutano a capire i trend, ma un singolo studio non è una prescrizione: parlane col tuo diabetologo prima di cambiare dieta o terapia.