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Low-Carbohydrate Diet Scores and Mortality Among Adults With Incident Type 2 Diabetes.

Hu Y, et al. · 2023
PubMed 36787923 ↗DOI: 10.2337/dc22-2310Diabetes care
🌱 La lettura di LEO
💚 Conferma: Forza viva · nella formula Vitalità
tocca anche 🛡️ Protezione d'organo
Due grandi coorti prospettiche (10.101 casi incidenti di tipo 2, 139.407 anni-persona)
La domanda

In chi ha gia' ricevuto la diagnosi di diabete tipo 2, mangiare pochi carboidrati allunga o accorcia la vita?

Cosa hanno trovato

Studio prospettico sui partecipanti del Nurses' Health Study e dell'Health Professionals Follow-up Study che avevano sviluppato il diabete tipo 2 durante il follow-up: 10.101 casi, 139.407 anni-persona, 4.595 decessi di cui 1.389 per malattia cardiovascolare e 881 per cancro. Sono stati calcolati cinque punteggi di dieta a bassi carboidrati adottati DOPO la diagnosi: complessivo, vegetale, animale, sano e non sano. Per ogni 10 punti in piu' del punteggio, il rischio di morte per qualsiasi causa era: 0,87 (IC 95% 0,82-0,92) per il punteggio complessivo, 0,76 (0,71-0,82) per quello vegetale, 0,78 (0,73-0,84) per quello sano. I punteggi vegetale e sano si associavano anche a una mortalita' cardiovascolare e oncologica significativamente piu' basse. Un aumento di 10 punti passando dal periodo precedente alla diagnosi a quello successivo si associava a una mortalita' totale piu' bassa del 12% per il punteggio complessivo, del 25% per quello vegetale e del 25% per quello sano. Per il punteggio ANIMALE e per quello NON SANO non e' emersa alcuna associazione significativa.

Cosa significa per te

E' lo studio piu' vicino alla persona che ci scrive: non 'chi potrebbe ammalarsi', ma chi il diabete ce l'ha gia' e vuole sapere cosa fare adesso. Il risultato e' netto: ridurre i carboidrati si associa a vivere piu' a lungo SE la riduzione passa da proteine e grassi vegetali e da carboidrati di qualita' — meno 24% di mortalita' — mentre la versione animale non porta alcun beneficio misurabile. E il confronto prima/dopo la diagnosi e' la parte piu' incoraggiante: chi ha cambiato direzione DOPO la diagnosi ha guadagnato, il che significa che il momento in cui si comincia non e' mai troppo tardi. Resta uno studio osservazionale: mostra associazioni, non dimostra la causa.

Abstract (in lingua originale)

OBJECTIVE: The current study aims to prospectively examine the association between postdiagnosis low-carbohydrate diet (LCD) patterns and mortality among individuals with type 2 diabetes (T2D). RESEARCH DESIGN AND METHODS: Among participants with incident diabetes identified in the Nurses' Health Study and Health Professionals Follow-up Study, an overall total LCD score (TLCDS) was calculated based on the percentage of energy as total carbohydrates. In addition, vegetable (VLCDS), animal (ALCDS), healthy (HLCDS), and unhealthy (ULCDS) LCDS were further derived that emphasized different sources and quality of macronutrients. Multivariable-adjusted Cox models were used to assess the association between the LCDS and mortality. RESULTS: Among 10,101 incident T2D cases contributing 139,407 person-years during follow-up, we documented 4,595 deaths of which 1,389 cases were attributed to cardiovascular disease (CVD) and 881 to cancer. The pooled multivariable-adjusted hazard ratios (HRs, 95% CIs) of total mortality per 10-point increment of postdiagnosis LCDS were 0.87 (0.82, 0.92) for TLCDS, 0.76 (0.71, 0.82) for VLCDS, and 0.78 (0.73, 0.84) for HLCDS. Both VLCDS and HLCDS were also associated with significantly lower CVD and cancer mortality. Each 10-point increase of TLCDS, VLCDS, and HLCDS from prediagnosis to postdiagnosis period was associated with 12% (7%, 17%), 25% (19%, 30%), and 25% (19%, 30%) lower total mortality, respectively. No significant associations were observed for ALCDS and ULCDS. CONCLUSIONS: Among people with T2D, greater adherence to LCD patterns that emphasize high-quality sources of macronutrients was significantly associated with lower total, cardiovascular, and cancer mortality.
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Come leggerlo: è uno studio scientifico peer-reviewed. Le evidenze aiutano a capire i trend, ma un singolo studio non è una prescrizione: parlane col tuo diabetologo prima di cambiare dieta o terapia.