Protein restriction for diabetic kidney disease.
Nella malattia renale diabetica non in dialisi, una dieta ipoproteica (0,6-0,8 g/kg/die) rallenta la progressione verso l'insufficienza renale e riduce morte e insufficienza renale rispetto a un apporto proteico usuale/libero (>=1,0 g/kg/die)?
Revisione sistematica Cochrane con meta-analisi a effetti casuali; 8 RCT/quasi-RCT, 486 partecipanti, durata media 2 anni (1-5). Rischio di bias in gran parte alto o poco chiaro (occultamento allocazione, performance, detection). Morte: 5 studi, 358 partecipanti, RR 0,38 (IC 95% 0,10-1,44), I2=0%, certezza bassa. Insufficienza renale raggiunta: 4 studi, 287 partecipanti, RR 1,16 (IC 95% 0,38-3,59), I2=0%, certezza bassa. Declino del filtrato glomerulare nel tempo: 7 studi, 367 partecipanti, differenza media -0,73 mL/min/1,73 m2/anno (IC 95% -2,3 a 0,83), I2=53%, certezza molto bassa. Declino annuo della clearance della creatinina: 3 studi, 203 partecipanti, MD -2,39 mL/min/anno (IC 95% -5,87 a 1,08), I2=53%. Proteinuria annua: 1 studio, 80 partecipanti, MD 0,90 g/24h (IC 95% 0,49-1,31), certezza molto bassa. Nessuna evidenza di malnutrizione in 7 studi su 8; aderenza insoddisfacente in quasi meta degli studi.
Per chi ha danno renale da diabete (complicanza comune sia nel tipo 1 sia nel tipo 2), questa revisione dice che ridurre le proteine ha effetti incerti sulla funzione renale nel tempo e verosimilmente fa poca differenza su rischio di morte e di dialisi: tutti gli intervalli di confidenza attraversano l'assenza di effetto e la certezza delle prove e bassa o molto bassa. Un ostacolo pratico e l'aderenza, spesso scarsa. Conclusione onesta: non ci sono dati solidi per raccomandare a tutti una restrizione proteica marcata; l'apporto proteico va concordato con nefrologo/diabetologo caso per caso, evitando il fai-da-te che rischia la malnutrizione.