Potential diabetes overtreatment and risk of adverse events among older adults in Ontario: a population-based study.
Tenere la glicata bassa in un anziano fa davvero male, o e' solo una preoccupazione teorica?
Piu' del 25% degli anziani (75 anni o piu') ha il diabete e puo' essere a rischio di eventi avversi legati al trattamento. Studio di coorte retrospettivo di popolazione su anziani residenti in comunita' in Ontario, da dati amministrativi: partecipanti di 75 anni o piu' con diabete diagnosticato e trattati con almeno un farmaco antiiperglicemico fra il 2014 e il 2015. Le persone sono state classificate come a controllo glicemico intensivo o conservativo (HbA1c sotto 53 mmol/mol, cioe' sotto il 7%, oppure 54-69 mmol/mol, cioe' 7,1-8,5%) e come in trattamento con farmaci ad alto rischio (insulina, sulfoniluree) o a basso rischio (altri). L'esito misurato era il rischio composito di accessi al pronto soccorso, ricoveri o morte entro 30 giorni dal raggiungimento del controllo intensivo con farmaci ad alto rischio. Fra i 108.620 anziani con diabete diagnosticato in Ontario l'eta' media era 80,6±4,5 anni, il 49,7% erano donne e la durata media del diabete era 13,7±6,3 anni. Complessivamente il 61% era trattato fino a un controllo glicemico intensivo e il 21,6% raggiungeva il controllo intensivo usando farmaci ad alto rischio. Con pesatura di probabilita' inversa di trattamento tramite punteggi di propensione, il controllo intensivo con farmaci ad alto rischio si associava a un rischio quasi del 50% maggiore dell'esito composito rispetto al controllo conservativo con farmaci a basso rischio (RR 1,49; IC 95% 1,08-2,05). Conclusione degli autori: serve rivalutare gli obiettivi glicemici negli anziani e riconsiderare l'uso di farmaci che possono portare a ipoglicemia.
Questa e' la scheda che toglie al tema il carattere di opinione. Piu' centomila persone, e un rischio di finire in pronto soccorso, in ospedale o al cimitero entro trenta giorni maggiore di circa la meta'. Il confronto e' fatto bene: non 'glicata bassa contro alta' ma la combinazione che conta davvero, cioe' glicata bassa OTTENUTA con i farmaci che fanno ipoglicemia, contro glicata piu' alta ottenuta con farmaci che non la fanno. Ed e' il motivo per cui in questo asse non si deve mai dire semplicemente 'un anziano deve stare piu' alto': la questione non e' il numero, e' con che cosa lo si ottiene. Il 21,6% e' l'altro dato da tenere: una persona su cinque, in una popolazione intera, sta in quella combinazione. Non e' un caso limite. Come la usa LEO: se chi ha davanti e' anziano, ha una glicata molto buona e fa insulina o sulfoniluree, quella e' una circostanza da nominare con delicatezza e da mandare al medico — non un complimento da fare. E' l'esatto opposto della reazione istintiva davanti a un bel numero. Limiti onesti: e' osservazionale, e le persone tenute basse con farmaci potenti possono differire in modi non misurati dai dati amministrativi (la cosiddetta confusione residua); l'aggiustamento per propensione riduce il problema ma non lo elimina. E l'intervallo di confidenza va da 1,08 a 2,05: la direzione e' chiara, la dimensione molto meno precisa.