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Potential diabetes overtreatment and risk of adverse events among older adults in Ontario: a population-based study.

Lega IC, et al. · 2021
PubMed 33491105 ↗DOI: 10.1007/s00125-020-05370-7Diabetologia
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Studio di coorte retrospettivo di popolazione su 108.620 anziani dai 75 anni in su in Ontario, con pesatura per punteggio di propensione — Diabetologia
La domanda

Tenere la glicata bassa in un anziano fa davvero male, o e' solo una preoccupazione teorica?

Cosa hanno trovato

Piu' del 25% degli anziani (75 anni o piu') ha il diabete e puo' essere a rischio di eventi avversi legati al trattamento. Studio di coorte retrospettivo di popolazione su anziani residenti in comunita' in Ontario, da dati amministrativi: partecipanti di 75 anni o piu' con diabete diagnosticato e trattati con almeno un farmaco antiiperglicemico fra il 2014 e il 2015. Le persone sono state classificate come a controllo glicemico intensivo o conservativo (HbA1c sotto 53 mmol/mol, cioe' sotto il 7%, oppure 54-69 mmol/mol, cioe' 7,1-8,5%) e come in trattamento con farmaci ad alto rischio (insulina, sulfoniluree) o a basso rischio (altri). L'esito misurato era il rischio composito di accessi al pronto soccorso, ricoveri o morte entro 30 giorni dal raggiungimento del controllo intensivo con farmaci ad alto rischio. Fra i 108.620 anziani con diabete diagnosticato in Ontario l'eta' media era 80,6±4,5 anni, il 49,7% erano donne e la durata media del diabete era 13,7±6,3 anni. Complessivamente il 61% era trattato fino a un controllo glicemico intensivo e il 21,6% raggiungeva il controllo intensivo usando farmaci ad alto rischio. Con pesatura di probabilita' inversa di trattamento tramite punteggi di propensione, il controllo intensivo con farmaci ad alto rischio si associava a un rischio quasi del 50% maggiore dell'esito composito rispetto al controllo conservativo con farmaci a basso rischio (RR 1,49; IC 95% 1,08-2,05). Conclusione degli autori: serve rivalutare gli obiettivi glicemici negli anziani e riconsiderare l'uso di farmaci che possono portare a ipoglicemia.

Cosa significa per te

Questa e' la scheda che toglie al tema il carattere di opinione. Piu' centomila persone, e un rischio di finire in pronto soccorso, in ospedale o al cimitero entro trenta giorni maggiore di circa la meta'. Il confronto e' fatto bene: non 'glicata bassa contro alta' ma la combinazione che conta davvero, cioe' glicata bassa OTTENUTA con i farmaci che fanno ipoglicemia, contro glicata piu' alta ottenuta con farmaci che non la fanno. Ed e' il motivo per cui in questo asse non si deve mai dire semplicemente 'un anziano deve stare piu' alto': la questione non e' il numero, e' con che cosa lo si ottiene. Il 21,6% e' l'altro dato da tenere: una persona su cinque, in una popolazione intera, sta in quella combinazione. Non e' un caso limite. Come la usa LEO: se chi ha davanti e' anziano, ha una glicata molto buona e fa insulina o sulfoniluree, quella e' una circostanza da nominare con delicatezza e da mandare al medico — non un complimento da fare. E' l'esatto opposto della reazione istintiva davanti a un bel numero. Limiti onesti: e' osservazionale, e le persone tenute basse con farmaci potenti possono differire in modi non misurati dai dati amministrativi (la cosiddetta confusione residua); l'aggiustamento per propensione riduce il problema ma non lo elimina. E l'intervallo di confidenza va da 1,08 a 2,05: la direzione e' chiara, la dimensione molto meno precisa.

Abstract (in lingua originale)

AIMS/HYPOTHESIS: More than 25% of older adults (age ≥75 years) have diabetes and may be at risk of adverse events related to treatment. The aim of this study was to assess the prevalence of intensive glycaemic control in this group, potential overtreatment among older adults and the impact of overtreatment on the risk of serious events. METHODS: We conducted a retrospective, population-based cohort study of community-dwelling older adults in Ontario using administrative data. Participants were ≥75 years of age with diagnosed diabetes treated with at least one anti-hyperglycaemic agent between 2014 and 2015. Individuals were categorised as having intensive or conservative glycaemic control (HbA1c <53 mmol/mol [<7%] or 54-69 mmol/mol [7.1-8.5%], respectively), and as undergoing treatment with high-risk (i.e. insulin, sulfonylureas) or low-risk (other) agents. We measured the composite risk of emergency department visits, hospitalisations, or death within 30 days of reaching intensive glycaemic control with high-risk agents. RESULTS: Among 108,620 older adults with diagnosed diabetes in Ontario, the mean (± SD) age was 80.6 (±4.5) years, 49.7% were female, and mean (± SD) diabetes duration was 13.7 (±6.3) years. Overall, 61% of individuals were treated to intensive glycaemic control and 21.6% were treated to intensive control using high-risk agents. Using inverse probability treatment weighting with propensity scores, intensive control with high-risk agents was associated with nearly 50% increased risk of the composite outcome compared with conservative glycaemic control with low-risk agents (RR 1.49, 95% CI 1.08, 2.05). CONCLUSIONS/INTERPRETATION: Our findings underscore the need to re-evaluate glycaemic targets in older adults and to reconsider the use of anti-hyperglycaemic medications that may lead to hypoglycaemia, especially in setting of intensive glycaemic control.
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Come leggerlo: è uno studio scientifico peer-reviewed. Le evidenze aiutano a capire i trend, ma un singolo studio non è una prescrizione: parlane col tuo diabetologo prima di cambiare dieta o terapia.