Benefits of continuous positive airway pressure on glycaemic control and insulin resistance in patients with type 2 diabetes and obstructive sleep apnoea: A meta-analysis.
In chi ha gia' il diabete di tipo 2 e le apnee, curare le apnee migliora la glicata?
Ricerca sistematica su MEDLINE, SCOPUS, ISI Web of Science, banche dati Cochrane e clinicaltrials.gov, senza restrizioni di lingua, sugli studi randomizzati controllati che trattavano tipo 2 e apnee ostruttive con CPAP rispetto a CPAP finta o nessuna CPAP. Sette studi, 691 partecipanti. La CPAP ha mostrato effetti significativi sull'emoglobina glicata (differenza media standardizzata -0,32; IC 95% da -0,60 a -0,03; P = 0,029), sulla glicemia a digiuno (SMD -0,39; IC 95% da -0,76 a -0,02; P = 0,040), sull'HOMA-IR (SMD -1,05; IC 95% da -1,91 a -0,19; P = 0,016), sulla pressione sistolica (SMD -1,18; IC 95% da -2,29 a -0,07 mmHg; P = 0,037) e sulla diastolica (SMD -1,29; IC 95% da -2,48 a -0,09; P = 0,035).
Qui, a differenza di chi non ha ancora il diabete, il segnale c'e' su tutti i fronti: glicata, glicemia a digiuno, insulino-resistenza e anche pressione. Tutti gli intervalli di confidenza pero' sfiorano lo zero (il piu' vicino: da -0,60 a -0,03 sulla glicata), quindi il risultato e' positivo ma non robusto: bastava un trial in meno per farlo sparire. E sono differenze medie STANDARDIZZATE, non punti di glicata: non si possono tradurre in 'la CPAP ti abbassa la glicata di 0,32 punti'. Per quello serve lo studio successivo (PMID 37673425), che invece riporta la differenza in percentuale reale.