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The ups and downs of low-carbohydrate diets in the management of Type 1 diabetes: a review of clinical outcomes.

Seckold R, et al. · 2019
PubMed 30362180 ↗DOI: 10.1111/dme.13845Diabetic medicine : a journal of the British Diabetic Association
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Revisione degli esiti clinici, con raccomandazioni pratiche di monitoraggio
La domanda

Perche' i risultati brillanti che si leggono sulla low-carb nel tipo 1 non si possono prendere per buoni?

Cosa hanno trovato

Revisione sugli esiti clinici delle diete a bassi carboidrati nel tipo 1. Gli autori osservano che gli studi disponibili sono in larga parte trasversali, senza dati alimentari validati e senza gruppi di controllo, e che i partecipanti sono persone auto-selezionate e molto motivate, che praticano una gestione intensiva dell'insulina — controlli frequenti della glicemia, correzioni aggiuntive, obiettivi glicemici stretti. Questi fattori confondenti limitano la possibilita' di stabilire quanto del risultato dipenda davvero dalla restrizione dei carboidrati. Cereali, frutta e latte sono fonti importanti di nutrienti, quindi una dieta a bassi carboidrati richiede attenzione all'apporto di vitamine e di energia per evitare carenze di micronutrienti e problemi di crescita. Restano preoccupazioni cliniche su chetoacidosi, ipoglicemia, dislipidemia e deplezione del glicogeno; l'aderenza a una dieta ristretta e' impegnativa e incide sulla normalita' sociale. L'articolo propone raccomandazioni di monitoraggio per chi sceglie comunque questa strada e strategie per migliorare la glicemia dopo il pasto senza restringere i carboidrati.

Cosa significa per te

Spiega il meccanismo per cui certi numeri sono veri e insieme ingannevoli: chi ottiene una glicata bassissima con pochi carboidrati e' quasi sempre una persona che misura la glicemia dieci volte al giorno, corregge di continuo e ha fatto della gestione del diabete un lavoro a tempo pieno. Attribuire quel risultato ai soli carboidrati e' come attribuire una promozione alla scelta della cravatta. L'articolo e' anche il piu' pratico che abbiamo su cosa monitorare in chi sceglie comunque questa strada. E ricorda che la glicemia dopo il pasto si puo' migliorare senza togliere i carboidrati — con l'ordine dei cibi, la fibra accanto, e due passi dopo mangiato.

Abstract (in lingua originale)

Dietary management has been a mainstay of care in Type 1 diabetes since before the discovery of insulin when severe carbohydrate restriction was advocated. The use of insulin facilitated re-introduction of carbohydrate into the diet. Current management guidelines focus on a healthy and varied diet with consideration of glycaemic load, protein and fat. As a result of frustration with glycaemic outcomes, low-carbohydrate diets have seen a resurgence in popularity. To date, low-carbohydrate diets have not been well studied in the management of Type 1 diabetes. Studies looking at glycaemic outcomes from low-carbohydrate diets have largely been cross-sectional, without validated dietary data and with a lack of control groups. The participants have been highly motivated self-selected individuals who follow intensive insulin management practices, including frequent blood glucose monitoring and additional insulin corrections with tight glycaemic targets. These confounders limit the ability to determine the extent of the impact of dietary carbohydrate restriction on glycaemic outcomes. Carbohydrate-containing foods including grains, fruit and milk are important sources of nutrients. Hence, low-carbohydrate diets require attention to vitamin and energy intake to avoid micronutrient deficiencies and growth issues. Adherence to restricted diets is challenging and can have an impact on social normalcy. In individuals with Type 1 diabetes, adverse health risks such as diabetic ketoacidosis, hypoglycaemia, dyslipidaemia and glycogen depletion remain clinical concerns. In the present paper, we review studies published to date and provide clinical recommendations for ongoing monitoring and support for individuals who choose to adopt a low-carbohydrate diet. Strategies to optimize postprandial glycaemia without carbohydrate restriction are presented.
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Come leggerlo: è uno studio scientifico peer-reviewed. Le evidenze aiutano a capire i trend, ma un singolo studio non è una prescrizione: parlane col tuo diabetologo prima di cambiare dieta o terapia.