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Coffee consumption and reduced risk of developing type 2 diabetes: a systematic review with meta-analysis.

Carlström M, et al. · 2018
PubMed 29590460 ↗DOI: 10.1093/nutrit/nuy014Nutrition reviews
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Revisione con meta-analisi di 30 studi prospettici, 1.185.210 partecipanti e 53.018 casi incidenti di diabete tipo 2 — Nutrition Reviews
La domanda

Quanto caffe', e quanto vale il beneficio?

Cosa hanno trovato

La revisione copre le conoscenze attuali sugli effetti del consumo di caffe' sullo sviluppo del diabete tipo 2 e sulla modulazione delle complicanze, con una meta-analisi sul consumo di caffe' e il rischio di diabete tipo 2, discutendo anche i componenti bioattivi del caffe', i polimorfismi genetici e i meccanismi potenziali. Ricerca su PubMed fino al 1 dicembre 2017, selezionando studi di coorte prospettici e caso-controllo annidati sull'associazione fra consumo di caffe' e rischio di diabete tipo 2, con estrazione indipendente dei dati da parte di due ricercatori. Sono stati inclusi nella meta-analisi 30 studi prospettici con 1.185.210 partecipanti e 53.018 casi incidenti di diabete tipo 2. Il rischio relativo aggregato era 0,71 (IC 95% 0,67-0,76) per la categoria piu' alta di consumo (consumo mediano 5 tazze al giorno) rispetto alla piu' bassa (mediana 0 tazze al giorno). Il rischio di diabete tipo 2 diminuiva del 6% (RR 0,94; IC 95% 0,93-0,95) per ogni tazza al giorno in piu'. I risultati erano simili per il caffe' caffeinato (per ogni tazza in piu': RR 0,93; IC 95% 0,90-0,96) e per quello decaffeinato (RR 0,94; IC 95% 0,90-0,98). Fra i meccanismi possibili gli autori elencano effetti termogenici, antiossidanti e antinfiammatori, la modulazione della segnalazione dei recettori dell'adenosina e il contenuto e la diversita' del microbioma.

Cosa significa per te

E' la conferma indipendente della prima scheda dell'asse, con altri quattro anni di studi, un altro gruppo di ricerca e numeri dello stesso ordine: 6% in meno per ogni tazza, 29% in meno fra chi ne beve cinque e chi non ne beve. Quando due meta-analisi diverse su popolazioni sovrapposte ma non identiche danno lo stesso risultato, la stima e' robusta — e nella nostra biblioteca abbiamo imparato a diffidare del contrario, cioe' delle cifre che circolano appoggiate a un lavoro solo. Anche qui il decaffeinato si comporta come il caffeinato, il che ripete e rafforza la conclusione che conta: non e' la caffeina. Un valore aggiunto di questa scheda rispetto all'altra e' l'elenco dei meccanismi proposti, e in particolare il MICROBIOTA, che la collega al nostro asse piu' sviluppato su quel fronte: i polifenoli del caffe' arrivano in gran parte al colon e li' vengono trasformati dai batteri. E' un'ipotesi, non un fatto dimostrato, e va detta cosi'. Restano tutte le cautele della prima scheda, e vale la pena ripeterne una perche' e' quella che si perde: questi numeri riguardano il rischio di AMMALARSI in chi e' sano. Non dicono nulla su cosa faccia il caffe' alla glicemia di chi il diabete ce l'ha gia' — li' comanda l'altra scheda (19889241), che va nella direzione opposta nell'immediato. Tenere insieme le due e' il modo corretto di rispondere alla domanda, e LEO deve saper dire tutte e due le meta'.

Abstract (in lingua originale)

CONTEXT: Type 2 diabetes (T2D) is a major health problem worldwide that is associated with increased morbidity and mortality. There is increased interest in the value of different nutrition-based strategies for preventing the development of T2D. OBJECTIVE: This review aims to cover current knowledge regarding the effects of coffee consumption on development of T2D or modulation of adverse complications. A meta-analysis on coffee consumption and the risk of T2D was conducted. Moreover, bioactive components in coffee, polymorphisms, and potential underlying mechanism(s) in relation to T2D and adverse complications are discussed. DATA SOURCES: PubMed was searched up to December 1, 2017, and prospective cohort and nested case-control studies of the association between coffee consumption and T2D risk were selected. DATA EXTRACTION: Two investigators independently extracted data from included studies. RESULTS: A total of 30 prospective studies with 1 185 210 participants and 53 018 incident T2D cases were included in the meta-analysis. The pooled relative risk (RR) was 0.71 (95% confidence interval [CI], 0.67-0.76) for the highest category of coffee consumption (median consumption, 5 cups/d) vs the lowest category (median consumption, 0 cups/d). The risk of T2D decreased by 6% (RR = 0.94; 95%CI, 0.93-0.95) for each cup-per-day increase in coffee consumption. Results were similar for caffeinated coffee consumption (per additional cup of coffee per day: RR = 0.93; 95%CI, 0.90-0.96) and decaffeinated coffee consumption (corresponding RR = 0.94; 95%CI, 0.90-0.98). CONCLUSIONS: Available evidence indicates that coffee consumption is inversely associated with risk of T2D. Possible mechanisms behind this association include thermogenic, antioxidative, and anti-inflammatory effects; modulation of adenosine receptor signaling; and microbiome content and diversity.
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Come leggerlo: è uno studio scientifico peer-reviewed. Le evidenze aiutano a capire i trend, ma un singolo studio non è una prescrizione: parlane col tuo diabetologo prima di cambiare dieta o terapia.