Coffee consumption and reduced risk of developing type 2 diabetes: a systematic review with meta-analysis.
Quanto caffe', e quanto vale il beneficio?
La revisione copre le conoscenze attuali sugli effetti del consumo di caffe' sullo sviluppo del diabete tipo 2 e sulla modulazione delle complicanze, con una meta-analisi sul consumo di caffe' e il rischio di diabete tipo 2, discutendo anche i componenti bioattivi del caffe', i polimorfismi genetici e i meccanismi potenziali. Ricerca su PubMed fino al 1 dicembre 2017, selezionando studi di coorte prospettici e caso-controllo annidati sull'associazione fra consumo di caffe' e rischio di diabete tipo 2, con estrazione indipendente dei dati da parte di due ricercatori. Sono stati inclusi nella meta-analisi 30 studi prospettici con 1.185.210 partecipanti e 53.018 casi incidenti di diabete tipo 2. Il rischio relativo aggregato era 0,71 (IC 95% 0,67-0,76) per la categoria piu' alta di consumo (consumo mediano 5 tazze al giorno) rispetto alla piu' bassa (mediana 0 tazze al giorno). Il rischio di diabete tipo 2 diminuiva del 6% (RR 0,94; IC 95% 0,93-0,95) per ogni tazza al giorno in piu'. I risultati erano simili per il caffe' caffeinato (per ogni tazza in piu': RR 0,93; IC 95% 0,90-0,96) e per quello decaffeinato (RR 0,94; IC 95% 0,90-0,98). Fra i meccanismi possibili gli autori elencano effetti termogenici, antiossidanti e antinfiammatori, la modulazione della segnalazione dei recettori dell'adenosina e il contenuto e la diversita' del microbioma.
E' la conferma indipendente della prima scheda dell'asse, con altri quattro anni di studi, un altro gruppo di ricerca e numeri dello stesso ordine: 6% in meno per ogni tazza, 29% in meno fra chi ne beve cinque e chi non ne beve. Quando due meta-analisi diverse su popolazioni sovrapposte ma non identiche danno lo stesso risultato, la stima e' robusta — e nella nostra biblioteca abbiamo imparato a diffidare del contrario, cioe' delle cifre che circolano appoggiate a un lavoro solo. Anche qui il decaffeinato si comporta come il caffeinato, il che ripete e rafforza la conclusione che conta: non e' la caffeina. Un valore aggiunto di questa scheda rispetto all'altra e' l'elenco dei meccanismi proposti, e in particolare il MICROBIOTA, che la collega al nostro asse piu' sviluppato su quel fronte: i polifenoli del caffe' arrivano in gran parte al colon e li' vengono trasformati dai batteri. E' un'ipotesi, non un fatto dimostrato, e va detta cosi'. Restano tutte le cautele della prima scheda, e vale la pena ripeterne una perche' e' quella che si perde: questi numeri riguardano il rischio di AMMALARSI in chi e' sano. Non dicono nulla su cosa faccia il caffe' alla glicemia di chi il diabete ce l'ha gia' — li' comanda l'altra scheda (19889241), che va nella direzione opposta nell'immediato. Tenere insieme le due e' il modo corretto di rispondere alla domanda, e LEO deve saper dire tutte e due le meta'.