Effect of Food Order on Ghrelin Suppression.
L'ordine dei cibi tocca anche gli ormoni della fame, e quindi la sazieta'?
16 persone con sovrappeso/obesita' e diabete tipo 2 in metformina, stesso pasto in tre ordini diversi (carboidrati prima; carboidrati per ultimi; tutto insieme come panino), con prelievi ogni 30 minuti fino a 180 per glicemia, insulina, GLP-1 attivo e grelina, piu' scale visive di fame e sazieta'. A 180 minuti la grelina restava soppressa con i carboidrati per ultimi (−11,45% ± 3,86 dal basale) mentre rimbalzava sopra il basale con i carboidrati per primi (+4,13% ± 4,38); p=0,003. Correlazione inversa fra variazione della grelina e della glicemia (r=−0,204; p<0,001). Ma NESSUN effetto significativo sulla fame e sulla pienezza percepite.
L'ormone si muove, la sensazione no. E' un indizio interessante — quel rimbalzo della grelina a tre ore e' il momento in cui di solito si torna a cercare qualcosa da mangiare — ma su 16 persone e un pasto solo non basta per dire che 'sazia di piu''. La ragione forte per mettere i carboidrati alla fine resta la glicemia.
Abstract (in lingua originale)
Testo integrale (Open Access, in lingua originale)
Sintesi
La domanda: si sapeva gia' che l'ordine dei cibi sposta glicemia, insulina e GLP-1 dopo il pasto.
Restava da capire se tocca anche la GRELINA — l'ormone che segnala la fame — e quindi se l'ordine
dei cibi possa influire sulla sazieta' e sul peso, e non solo sulla glicemia.
Metodi
Disegno crossover. 16 partecipanti con sovrappeso/obesita' e diabete tipo 2 in terapia con
metformina hanno consumato lo stesso identico pasto in tre giorni diversi, in ordine casuale:
1. Carboidrati per primi: carboidrati (pane e succo d'arancia), seguiti 10 minuti dopo da
proteine e verdure;
2. Carboidrati per ultimi: proteine e verdure, seguite 10 minuti dopo dai carboidrati;
3. Panino: tutte le componenti insieme, consumate in due meta'.
Prelievi al basale (subito prima del pasto) e ogni 30 minuti fino a 180 minuti per glicemia,
insulina, GLP-1 attivo e grelina totale. Fame e pienezza valutate con scala analogica visiva (VAS).
Risultati
- Grelina a 180 minuti: con i carboidrati per ultimi la grelina e' rimasta SOPPRESSA
(variazione dal basale −11,45% ± 3,86%), mentre con i carboidrati per primi e' RIMBALZATA sopra
il valore di partenza (+4,13% ± 4,38%). **P = 0,003.**
- Correlazione grelina-glicemia: correlazione inversa tra variazione percentuale della grelina
e variazione percentuale della glicemia ai tempi valutati (r = −0,204; P < 0,001).
- Fame e pienezza percepite: NESSUN effetto significativo dell'ordine dei cibi sulle misure
soggettive di appetito alla scala VAS.
- I valori basali di insulina, GLP-1 e glicemia erano simili nelle tre condizioni.
Cosa significa
Va raccontato con onesta', perche' il risultato e' doppio. Da un lato e' il primo studio a mostrare
che spostare i carboidrati alla fine del pasto cambia il comportamento di un ormone della fame: tre
ore dopo, con i carboidrati per ultimi la grelina e' ancora bassa, mentre nell'ordine opposto e'
gia' risalita sopra il punto di partenza — ed e' proprio quel rimbalzo che, nella vita reale,
corrisponde al momento in cui si torna a cercare qualcosa da mangiare. Dall'altro lato, la fame
CHE LE PERSONE SENTIVANO non e' cambiata in modo significativo. Quindi: l'ormone si muove, la
sensazione soggettiva no — almeno su 16 persone e in un singolo pasto. E' un indizio di un possibile
effetto su sazieta' e peso, non una prova. La ragione forte per mettere i carboidrati alla fine
resta la glicemia.