Type 2 Diabetes and Thiazide Diuretics.
I diuretici per la pressione peggiorano il diabete?
Rassegna sull'uso dei tiazidici come antipertensivi in chi ha prediabete o diabete tipo 2, contestato per gli effetti metabolici avversi compreso il diabete di nuova insorgenza. I disturbi metabolici sono MENO marcati con i tiazidici a dose bassa e, nella maggior parte degli studi ma non in tutti, con i diuretici tiazido-SIMILI (clortalidone, indapamide) rispetto ai tiazidici veri e propri (idroclorotiazide). Nelle analisi post hoc di sottogruppi di ipertesi con tipo 2, i tiazidici hanno prodotto una riduzione significativa degli eventi cardiovascolari, della mortalita' per tutte le cause e dei ricoveri per scompenso cardiaco rispetto al placebo, e sono risultati in genere non inferiori ad altri antipertensivi. Conclusione: i benefici cardiovascolari superano il rischio di peggiorare il controllo glicemico nel tipo 2 e di far comparire un diabete in chi non ce l'ha.
Stessa struttura delle statine, stessa conclusione: l'effetto sulla glicemia e' reale ma il beneficio e' piu' grande. Aggiunge pero' un'informazione che si puo' portare al medico: non tutti i diuretici di questa famiglia si comportano allo stesso modo, e la dose conta. Chiude anche un discorso lasciato aperto altrove nella biblioteca: nella scheda sul potassio (PMID 27455317) la catena 'diuretico → potassio basso → peggior tolleranza al glucosio' era riferita al condizionale, come dicono gli autori di quella rassegna; qui il legame fra tiazidici e glicemia e' documentato sul piano clinico, mentre il passaggio attraverso il potassio resta un'ipotesi di meccanismo. Le due schede vanno lette insieme e nessuna delle due autorizza a toccare un diuretico.