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Short sleep duration and hyperglycemia in pregnancy: Aggregate and individual patient data meta-analysis.

Reutrakul S, et al. · 2018
PubMed 29103944 ↗DOI: 10.1016/j.smrv.2017.09.003Sleep medicine reviews
🌱 La lettura di LEO
Meta-analisi su dati aggregati (8 studi, 17.308 donne) e su dati individuali dei pazienti (4 studi, 287 donne con sonno misurato oggettivamente) — Sleep Medicine Reviews
La domanda

In gravidanza, dormire poco aumenta il rischio di diabete gestazionale?

Cosa hanno trovato

Il sonno breve e' stato collegato all'iperglicemia materna. Revisione sistematica e meta-analisi su MEDLINE e Scopus fino a luglio 2017, sugli studi che valutavano la durata del sonno e avevano misure oggettive di iperglicemia in gravidanza. I dati aggregati erano disponibili da otto studi, per 17.308 donne (sette con sonno auto-riferito e uno con sonno misurato oggettivamente), messi insieme con un modello a effetti casuali. Gli autori identificati hanno inoltre fornito i dati individuali di quattro studi con misurazione oggettiva del sonno, per 287 donne, aggregati con un approccio a uno stadio e un modello logit gerarchico a effetti misti. L'analisi dei dati aggregati ha mostrato che le donne con sonno breve (meno di 6-7 ore) avevano piu' probabilita' di avere un diabete gestazionale rispetto alle altre: odds ratio 1,70 (IC 95% 1,24-2,33). L'analisi sui dati individuali ha mostrato che, rispetto a chi dormiva piu' di 6,25 ore, le donne che dormivano 6,25 ore o meno avevano una glicemia a un'ora dopo il carico orale di 50 g piu' alta di 0,65 mmol/L (0,18-1,13) e un rischio aumentato di diabete gestazionale, odds ratio corretto 2,84 (1,25-6,44).

Cosa significa per te

Il dato piu' solido e' quello sui dati individuali, perche' li' il sonno era misurato con strumenti e non chiesto a memoria: sotto le 6,25 ore il rischio di diabete gestazionale quasi triplica (2,84). Ma proprio quel numero ha l'intervallo piu' largo di tutti -- da 1,25 a 6,44 -- perche' e' costruito su 287 donne: la direzione e' chiara, la dimensione no. In gravidanza questo ha un peso pratico particolare, perche' il sonno breve nel terzo trimestre e' quasi la regola e viene dato per scontato; qui diventa una cosa di cui vale la pena parlare in visita, insieme al russamento, che in gravidanza aumenta. Da non capovolgere: questo NON dice che dormire di piu' previene il diabete gestazionale, perche' nessuno ha assegnato a caso le ore di sonno. E l'iperglicemia stessa disturba il sonno, quindi una parte del legame puo' correre nell'altro verso.

Abstract (in lingua originale)

Short sleep duration has been linked to maternal hyperglycemia. Systematic review and meta-analysis were performed to evaluate the relationship between sleep duration and hyperglycemia in pregnancy or gestational diabetes (GDM). MEDLINE and Scopus were searched until July 2017. Studies that assessed sleep duration and had objective measurements of hyperglycemia during pregnancy were eligible. Aggregate data were available from eight studies, n = 17,308 (seven with self-reported and one with objectively measured sleep duration). Meta-analysis was applied for pooling aggregate data using a random-effects model. Identified authors provided individual patient data (IPD) from four studies with objectively measured sleep duration, n = 287. A one-stage approach with a hierarchical mixed-effect logit model was applied to pool IPD across studies. Aggregate data analysis revealed that women with short sleep duration (<6-7 h) were more likely to have GDM than women without short sleep duration, odds ratio 1.70 (95% CI: 1.24, 2.33). IPD analysis demonstrated that, compared to sleeping >6.25 h, women who slept ≤6.25 h had higher 1-h glucose levels after 50-g oral glucose tolerance testing by 0.65 mmol/L (0.18, 1.13) and an increased risk of GDM, adjusted odds ratio 2.84 (1.25, 6.44). In conclusion, short sleep duration in pregnancy, both self-reported and objectively measured, is associated with hyperglycemia and an increased GDM risk.
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Come leggerlo: è uno studio scientifico peer-reviewed. Le evidenze aiutano a capire i trend, ma un singolo studio non è una prescrizione: parlane col tuo diabetologo prima di cambiare dieta o terapia.