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Incidence, Demographics, and Clinical Characteristics of Diabetes of the Exocrine Pancreas (Type 3c): A Retrospective Cohort Study.

Woodmansey C, et al. · 2017
PubMed 28860126 ↗DOI: 10.2337/dc17-0542Diabetes care
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Studio su 2.360.631 cartelle di medicina generale in Inghilterra, con 31.789 nuove diagnosi di diabete adulto fra il 2005 e il 2016 — Diabetes Care
La domanda

Ho avuto una pancreatite e adesso ho il diabete. E' un tipo 2?

Cosa hanno trovato

Lo studio descrive l'incidenza del diabete che segue una malattia pancreatica, valuta come questi pazienti vengono classificati dai clinici e confronta le caratteristiche cliniche con il tipo 1 e il tipo 2. Sono state esaminate le cartelle di medicina generale in Inghilterra (n=2.360.631) alla ricerca di casi incidenti di diabete a esordio adulto fra il 1 gennaio 2005 e il 31 marzo 2016, analizzando dati demografici, classificazione del diabete, controllo glicemico e uso di insulina in chi aveva o non aveva una malattia pancreatica — suddivisa in pancreatite acuta o malattia pancreatica cronica — prima della diagnosi di diabete. Sono state identificate 31.789 nuove diagnosi di diabete a esordio adulto. Il diabete che segue una malattia pancreatica (2,59 per 100.000 persone-anno; IC 95% 2,38-2,81) era PIU' COMUNE del diabete tipo 1 (1,64; 1,47-1,82; P<0,001). I 559 casi di diabete successivo a malattia pancreatica erano per lo piu' classificati dai clinici come diabete tipo 2 (87,8%) e raramente come diabete del pancreas esocrino (2,7%). Il diabete successivo a malattia pancreatica veniva diagnosticato a un'eta' mediana di 59 anni e con indice di massa corporea di 29,2. Si associava a un controllo glicemico peggiore (odds ratio corretto 1,7; 1,3-2,2; P<0,001) rispetto al tipo 2. L'uso di insulina entro 5 anni era del 4,1% (3,8-4,4) nel tipo 2, del 20,9% (14,6-28,9) nel diabete dopo pancreatite acuta e del 45,8% (34,2-57,9) nel diabete dopo malattia pancreatica cronica.

Cosa significa per te

Con MODY e LADA questa biblioteca aveva gia' stabilito che non tutto il diabete e' tipo 1 o tipo 2; mancava il pezzo piu' frequente di tutti. E il primo numero e' quello che sorprende: il diabete che segue una malattia del pancreas e' PIU' comune del tipo 1. Non e' una rarita' da manuale, e' una condizione che quasi nessuno chiama col suo nome — l'88% viene etichettato tipo 2 e solo il 2,7% viene riconosciuto. Il motivo per cui l'etichetta conta, e non e' pedanteria, sta negli altri due numeri. Il controllo e' peggiore, e soprattutto il fabbisogno di insulina e' completamente diverso: 4% nel tipo 2 contro il 46% dopo una malattia pancreatica cronica, entro cinque anni. Undici volte tanto. Una persona classificata tipo 2 riceve un percorso terapeutico e delle aspettative costruite su una malattia che non ha, e quando la terapia orale non basta questo viene letto come un fallimento suo. C'e' poi una cosa che questi numeri non dicono e che va tenuta a mente: nel diabete del pancreas manca anche la parte ESOCRINA, cioe' gli enzimi digestivi, e questo ha conseguenze nutrizionali dirette — e' proprio il tipo di collegamento su cui un coach della nutrizione deve stare attento invece di applicare lo schema del tipo 2. Come lo usa LEO: se qualcuno racconta di una pancreatite, di un intervento al pancreas o di una fibrosi cistica prima del diabete, quella e' un'informazione da valorizzare e da portare al medico — 'questo dettaglio della tua storia puo' cambiare l'inquadramento' — senza mai riclassificare nessuno. Limite: sono cartelle di medicina generale, quindi la classificazione registrata riflette anche come i medici compilano, non solo come stanno i pazienti.

Abstract (in lingua originale)

OBJECTIVE: This study was conducted to describe the incidence of diabetes following pancreatic disease, assess how these patients are classified by clinicians, and compare clinical characteristics with type 1 and type 2 diabetes. RESEARCH DESIGN AND METHODS: Primary care records in England (n = 2,360,631) were searched for incident cases of adult-onset diabetes between 1 January 2005 and 31 March 2016. We examined demographics, diabetes classification, glycemic control, and insulin use in those with and without pancreatic disease (subcategorized into acute pancreatitis or chronic pancreatic disease) before diabetes diagnosis. Regression analysis was used to control for baseline potential risk factors for poor glycemic control (HbA1c ≥7% [53 mmol/mol]) and insulin requirement. RESULTS: We identified 31,789 new diagnoses of adult-onset diabetes. Diabetes following pancreatic disease (2.59 [95% CI 2.38-2.81] per 100,000 person-years) was more common than type 1 diabetes (1.64 [1.47-1.82]; P < 0.001). The 559 cases of diabetes following pancreatic disease were mostly classified by clinicians as type 2 diabetes (87.8%) and uncommonly as diabetes of the exocrine pancreas (2.7%). Diabetes following pancreatic disease was diagnosed at a median age of 59 years and BMI of 29.2 kg/m2. Diabetes following pancreatic disease was associated with poor glycemic control (adjusted odds ratio, 1.7 [1.3-2.2]; P < 0.001) compared with type 2 diabetes. Insulin use within 5 years was 4.1% (3.8-4.4) with type 2 diabetes, 20.9% (14.6-28.9) with diabetes following acute pancreatitis, and 45.8% (34.2-57.9) with diabetes following chronic pancreatic disease. CONCLUSIONS: Diabetes of the exocrine pancreas is frequently labeled type 2 diabetes but has worse glycemic control and a markedly greater requirement for insulin.
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Come leggerlo: è uno studio scientifico peer-reviewed. Le evidenze aiutano a capire i trend, ma un singolo studio non è una prescrizione: parlane col tuo diabetologo prima di cambiare dieta o terapia.