The impact of sleep amount and sleep quality on glycemic control in type 2 diabetes: A systematic review and meta-analysis.
In chi ha gia' il diabete tipo 2, il sonno sposta l'emoglobina glicata?
Venti studi trovati (8 sulla durata del sonno e 15 sulla qualita'), 15 inclusi nella meta-analisi. Rispetto a un sonno normale, il sonno BREVE si associa a un'HbA1c piu' alta di 0,23 punti percentuali (differenza media ponderata; IC 95% 0,10-0,36) e il sonno LUNGO di 0,13 punti (0,02-0,25): una relazione dose-risposta a forma di U, in cui gli estremi stanno peggio del centro. Il sonno di CATTIVA qualita' si associa a un'HbA1c piu' alta di 0,35 punti (0,12-0,58). Gli autori concludono che tanto la quantita' quanto la qualita' del sonno contano nella funzione metabolica del tipo 2, e che servono altri studi per stabilire un eventuale ruolo causale.
Un terzo di punto di HbA1c e' un ordine di grandezza confrontabile con quello di diversi interventi sulla dieta — la meta-analisi sul basso indice glicemico ne da' 0,31 (PMID 34348965). Detto in pratica: se le notti sono rotte, sistemarle non e' un contorno del trattamento, e' una leva dello stesso peso di un cambio di alimentazione. Ma la freccia va dichiarata: sono associazioni, e gli autori stessi dicono che il ruolo causale non e' stabilito. Nel diabete la direzione opposta e' plausibile e concreta — una glicemia alta fa alzare di notte per urinare, e questo rompe il sonno — quindi il quadro piu' probabile e' un circolo, in cui si puo' entrare da entrambe le parti. La forma a U ha una conseguenza operativa che si dimentica: non si consiglia a nessuno di dormire il piu' possibile, perche' anche il sonno lungo sta dal lato peggiore della curva.