Efficacy of carbohydrate counting in type 1 diabetes: a systematic review and meta-analysis.
Contare i carboidrati serve davvero, o e' solo fatica?
Sebbene il conteggio dei carboidrati sia la strategia alimentare raccomandata per ottenere il controllo glicemico nel tipo 1, la raccomandazione si basava su una revisione narrativa e sulla gradazione delle prove disponibili. Gli autori hanno valutato con revisione sistematica e meta-analisi l'efficacia del conteggio dei carboidrati sul controllo glicemico in adulti e bambini con tipo 1, selezionando studi randomizzati di durata superiore a 3 mesi che confrontassero il conteggio dei carboidrati con consigli alimentari generali o alternativi. L'esito principale era la variazione di HbA1c; i risultati degli studi clinicamente e statisticamente omogenei sono stati aggregati con modello a effetti casuali. Sono stati identificati 7 studi idonei su 311 potenzialmente rilevanti, per 599 adulti e 104 bambini con tipo 1. Il punteggio medio di qualita' degli studi era 7,6 su 13. Complessivamente NON si e' osservato un miglioramento significativo dell'HbA1c col conteggio dei carboidrati rispetto al controllo o alle cure abituali: -0,35% (IC 95% da -0,75 a 0,06; p=0,096). E' stata identificata un'eterogeneita' significativa fra gli studi, potenzialmente legata a differenze nel disegno. Nei cinque studi sugli ADULTI con disegno a gruppi paralleli si osservava invece una riduzione di 0,64 punti percentuali di HbA1c col conteggio dei carboidrati rispetto al controllo (IC 95% da -0,91 a -0,37; p<0,0001). Conclusione: ci sono alcune prove a sostegno della raccomandazione del conteggio dei carboidrati rispetto ad altri consigli o alle cure abituali negli adulti con tipo 1, e servono studi ulteriori.
La domanda arriva spesso e con un tono preciso: contare e' faticoso, serve? La risposta onesta e' che dipende da dove si guarda, ed e' esattamente la ragione per cui questa scheda vale piu' di un titolo. Il risultato complessivo NON e' significativo — l'intervallo attraversa lo zero e il p e' 0,096. Se ci si fermasse li' si direbbe che non funziona. Ma l'eterogeneita' era alta e aveva una causa individuabile nel disegno degli studi: negli adulti, negli studi a gruppi paralleli, il beneficio c'e' ed e' di 0,64 punti di glicata, cioe' quanto un farmaco. Va detto con la cautela che merita, perche' e' un'analisi di sottogruppo e i sottogruppi sono il posto dove piu' facilmente si trova quello che si cerca; ma qui il sottogruppo era definito dal disegno, non dal risultato, e la direzione e' coerente. Cosa se ne ricava di utilizzabile: il conteggio non e' magia e non e' inutile, e la fatica ha piu' probabilita' di ripagare in un adulto. Sui bambini i numeri sono pochi (104 in tutto) e non consentono di dire granche'. E questa scheda va tenuta insieme all'altra che abbiamo gia' (39064626): quanto si SBAGLIA a contare. Sapere che conta e sapere che si sbaglia sistematicamente non e' contraddittorio — vuol dire che il conteggio va insegnato e ricontrollato, non dato per acquisito perche' qualcuno ha fatto un corso dieci anni fa.