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Intake of vitamin D and risk of type 1 diabetes: a birth-cohort study.

Hyppönen E, et al. · 2001
PubMed 11705562 ↗DOI: 10.1016/S0140-6736(01)06580-1Lancet (London, England)
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Coorte dalla nascita (10.366 bambini finlandesi nati nel 1966, seguiti fino al 1997) — osservazionale, esposizione raccolta nel primo anno di vita
La domanda

La vitamina D data nel primo anno di vita riduce il rischio che un bambino sviluppi il diabete tipo 1?

Cosa hanno trovato

Coorte di nascita del nord della Finlandia: arruolate in gravidanza 12.055 donne, seguiti 10.821 bambini a un anno, 10.366 inclusi nelle analisi; 81 hanno sviluppato il diabete tipo 1 entro il 1997. Rispetto a chi non riceveva integrazione, chi la riceveva regolarmente aveva un rate ratio di 0,12 (IC 95% 0,03-0,51) e chi la riceveva in modo irregolare 0,16 (0,04-0,74), aggiustati per caratteristiche neonatali, antropometriche e sociali. Chi assumeva regolarmente la dose allora raccomandata (2000 UI al giorno) aveva un RR di 0,22 (0,05-0,89) rispetto a chi ne riceveva regolarmente meno. I bambini con sospetto rachitismo nel primo anno avevano un RR di 3,0 (1,0-9,0).

Cosa significa per te

Un'associazione molto forte, e proprio per questo da maneggiare con cura: e' uno studio osservazionale su bambini nati nel 1966, con l'esposizione ricostruita dalle famiglie, e chi integrava regolarmente probabilmente si prendeva cura dei figli anche in molti altri modi che lo studio non misura. La dose di 2000 UI al giorno era la pratica finlandese di allora, NON e' una raccomandazione attuale e non va ripetuta a nessuno. Quello che questo studio autorizza a dire e' che la carenza di vitamina D nell'infanzia e' un'ipotesi seria fra le cause ambientali del tipo 1 — non che un integratore prevenga la malattia. Qualunque integrazione in un bambino la decide il pediatra.

Abstract (in lingua originale)

BACKGROUND: Dietary vitamin D supplementation is associated with reduced risk of type 1 diabetes in animals. Our aim was to ascertain whether or not vitamin D supplementation or deficiency in infancy could affect development of type 1 diabetes. METHODS: A birth-cohort study was done, in which all pregnant women (n=12055) in Oulu and Lapland, northern Finland, who were due to give birth in 1966 were enrolled. Data was collected in the first year of life about frequency and dose of vitamin D supplementation and presence of suspected rickets. Our primary outcome measure was diagnosis of type 1 diabetes by end of December, 1997. FINDINGS: 12058 of 12231 represented live births, and 10821 (91% of those alive) children were followed-up at age 1 year. Of the 10366 children included in analyses, 81 were diagnosed with diabetes during the study. Vitamin D supplementation was associated with a decreased frequency of type 1 diabetes when adjusted for neonatal, anthropometric, and social characteristics (rate ratio [RR] for regular vs no supplementation 0.12, 95% CI 0.03-0.51, and irregular vs no supplementation 0.16, 0.04-0.74. Children who regularly took the recommended dose of vitamin D (2000 IU daily) had a RR of 0.22 (0.05-0.89) compared with those who regularly received less than the recommended amount. Children suspected of having rickets during the first year of life had a RR of 3.0 (1.0-9.0) compared with those without such a suspicion. INTERPRETATION: Dietary vitamin D supplementation is associated with reduced risk of type 1 diabetes. Ensuring adequate vitamin D supplementation for infants could help to reverse the increasing trend in the incidence of type 1 diabetes.
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Come leggerlo: è uno studio scientifico peer-reviewed. Le evidenze aiutano a capire i trend, ma un singolo studio non è una prescrizione: parlane col tuo diabetologo prima di cambiare dieta o terapia.