Micronutrient Supplementation to Reduce Cardiovascular Risk.
Quali micronutrienti riducono davvero il rischio cardiovascolare, e quali lo aumentano?
La mappa piu' grande che esista: 884 studi randomizzati su 27 micronutrienti, 883.627 partecipanti. Con prove da moderate ad alte riducono FATTORI di rischio cardiovascolare gli omega-3 e omega-6, l-arginina, l-citrullina, acido folico, vitamina D, magnesio, zinco, acido alfa-lipoico, coenzima Q10, melatonina, catechine, curcumina, flavanoli, genisteina e quercetina. Sugli ESITI: gli omega-3 riducono la mortalita' cardiovascolare (rischio relativo 0,93; IC 95% 0,88-0,97), l'infarto (0,85; 0,78-0,92) e gli eventi coronarici (0,86; 0,80-0,93); l'acido folico riduce l'ictus (0,84; 0,72-0,97); il coenzima Q10 riduce la mortalita' per tutte le cause (0,68; 0,49-0,94). Vitamina C, vitamina D, vitamina E e selenio NON hanno mostrato effetto su malattia cardiovascolare o rischio di diabete tipo 2. Il BETA-CAROTENE ha AUMENTATO la mortalita' per tutte le cause (1,10; 1,05-1,15), quella cardiovascolare (1,12; 1,06-1,18) e il rischio di ictus (1,09; 1,01-1,17).
E' il documento che va tenuto come metro di tutto l'asse, perche' misura esiti e non marcatori. Tre cose da portare via. Primo: qualcosa funziona davvero — omega-3, acido folico, coenzima Q10 — e non e' onesto liquidare in blocco tutti gli integratori. Secondo: vitamina C, D, E e selenio, che sono fra i piu' venduti, sugli esiti non fanno niente. Terzo, il piu' importante: il BETA-CAROTENE in pillola AUMENTA la mortalita'. Un micronutriente non e' innocuo per definizione, e questa e' la prova piu' netta che 'naturale' non significa 'senza rischio'.