Predictors of Recurrent Severe Hypoglycemia in Adults With Type 1 Diabetes and Impaired Awareness of Hypoglycemia During the HypoCOMPaSS Study.
Perche' a qualcuno l'allarme torna e a me no?
Novantasei adulti con tipo 1 e ipoglicemia inavvertita hanno partecipato a un RCT fattoriale 2x2 di 24 settimane che confrontava modalita' di somministrazione dell'insulina e di monitoraggio, con l'obiettivo di evitare rigorosamente l'ipoglicemia biochimica. L'analisi ha incluso i 71 che avevano avuto ipoglicemie severe nei 12 mesi precedenti lo studio e per i quali era confermata l'assenza (risposta completa) o la presenza (risposta incompleta) di ipoglicemie severe nei 24 mesi di follow-up. Sono risultati 43 (61%) a risposta completa e 28 (39%) a risposta incompleta, questi ultimi con 1,5±1,0 episodi severi per persona-anno. A 24 mesi chi aveva risposto in modo incompleto NON passava piu' tempo con glicemia sotto i 3 mmol/l (1,4±2,1% contro 3,0±4,8% di chi aveva risposto pienamente; P=0,26), aveva una dose giornaliera totale di insulina PIU' BASSA (0,45 contro 0,58 unita'/24h; P=0,01) e una compromissione maggiore della consapevolezza dell'ipoglicemia (punteggio di Clarke 3,8±2,2 contro 2,0±1,9; P=0,01). All'inizio dello studio chi avrebbe risposto in modo incompleto aveva un tasso di ipoglicemie severe molto piu' alto (16,9±16,3 contro 6,4±10,8 episodi per persona-anno; P=0,002) e piu' paura dell'ipoglicemia. La neuropatia periferica era molto piu' frequente fra chi rispondeva in modo incompleto (11 casi, 39%, contro 2 casi, 4,7%; P<0,001), con una tendenza anche verso una maggiore neuropatia autonomica.
Il primo numero e' quello incoraggiante e va detto per primo: SEI SU DIECI si sono liberati completamente delle ipoglicemie severe. Sta accanto alla prova che l'allarme si puo' recuperare (24130355) e insieme dicono che su questo tema si puo' fare qualcosa. Ma il vero contenuto della scheda sono i quattro che non ci riescono, e il motivo per cui non li si deve trattare come persone che non si impegnano abbastanza. Non passavano piu' tempo in ipoglicemia degli altri: sul comportamento misurabile facevano lo stesso lavoro. Cio' che li distingueva era da dove partivano (17 episodi l'anno contro 6), quanto era gia' compromesso l'allarme, quanta paura avevano — e la NEUROPATIA, presente nel 39% contro il 5%. Quest'ultimo dato e' il piu' importante per come LEO deve parlare: se una parte del mancato recupero e' un danno nervoso, dire a quella persona di provarci di piu' e' inutile e ingiusto. La lettura pratica e': chi ha molte ipoglicemie severe alle spalle, molta paura e una neuropatia nota ha bisogno del sensore e del centro diabetologico, non di un altro corso — ed e' esattamente la persona in cui il silenzio o l'incoraggiamento generico fanno piu' danno. Limiti: 71 persone, e sono associazioni osservate dentro uno studio, non un modello per predire il destino di un singolo.