Risk of diabetic ketoacidosis during Ramadan fasting: A critical reappraisal.
Digiunare aumenta il rischio di chetoacidosi?
Gli autori hanno valutato la validita' del rischio PERCEPITO come aumentato e l'effettiva comparsa di chetoacidosi durante il digiuno del Ramadan. Rassegna narrativa della letteratura, con ricerca su PubMed, Google Scholar, Cochrane Database, Medline OVID e CINAHL EBSCO, che affronta tre domande: su cosa si basa l'opinione degli esperti riguardo al rischio di chetoacidosi; quanto e' probabile che la chetoacidosi sia precipitata dal digiuno del Ramadan; e quale sia la frequenza di chetoacidosi osservata durante il Ramadan. I risultati mostrano che l'opinione esperta che suggeriva un rischio di chetoacidosi durante il digiuno del Ramadan fu proposta SENZA PROVE nei primi scritti sul tema, ed e' stata da allora ripetuta e propagata. Inoltre, ragionando dai principi di base, la chetoacidosi non e' facilmente precipitata dall'ambiente metabolico privo di stress indotto dal digiuno del Ramadan, con l'eccezione dei casi che presentano i consueti fattori di rischio per lo scompenso metabolico. Infine, studi recenti non hanno potuto documentare alcun aumento della chetoacidosi osservata durante il digiuno del Ramadan, in studi retrospettivi, prospettici e su banche dati. Conclusione: lo stato attuale delle conoscenze e delle prove suggerisce che il rischio di chetoacidosi non sia aumentato durante il digiuno del Ramadan.
Questa scheda merita di stare in biblioteca per due motivi, e il secondo vale piu' del primo. Il primo e' il contenuto: la chetoacidosi durante il Ramadan e' un rischio che le prove non confermano, e dirlo evita di spaventare inutilmente qualcuno per una pratica che comunque fara'. Il secondo e' il MODO in cui il risultato viene raggiunto: gli autori sono risaliti all'origine della raccomandazione e hanno trovato che era stata proposta senza prove e poi ripetuta finche' e' diventata un fatto. E' lo stesso fenomeno che abbiamo gia' incontrato piu' volte in questa biblioteca — la cifra sulla berberina che viene da una rassegna narrativa, il numero sul distress che citavamo senza fonte — ed e' la ragione per cui questa raccolta e' fatta di schede con la fonte accanto e non di affermazioni. Il modo corretto di usarla e' pero' cauto in entrambe le direzioni. Non aumentato NON vuol dire assente: gli autori stessi mettono l'eccezione dei casi con i consueti fattori di rischio per lo scompenso, che sono esattamente le persone che il documento IDF-DAR (35016991) mette nelle categorie ad alto rischio. E questa e' una rassegna NARRATIVA, non sistematica: e' un argomento ben costruito, non una misura. Nella gerarchia che questa biblioteca usa gia', un argomento non pareggia un esperimento — la stessa regola applicata alla scheda che contraddiceva la Cochrane sulle gengive. Quindi: rassicura sul rischio generale, non autorizza chi ha gia' chetoacidosi ricorrenti a digiunare.