Carcinogenicity of consumption of red and processed meat.
Il danno lento al colon che si temeva da un secolo esiste, e quanto e' solida la prova?
Carne LAVORATA classificata nel Gruppo 1, 'cancerogena per l'uomo', sulla base di evidenza SUFFICIENTE nell'uomo per il cancro del colon-retto. Carne ROSSA classificata nel Gruppo 2A, 'probabilmente cancerogena', con evidenza LIMITATA nell'uomo sostenuta da forte evidenza meccanicistica; associazioni positive osservate anche per pancreas e prostata. Stime dose-risposta diffuse dall'Agenzia: +18% di rischio di cancro del colon-retto per 50 g al giorno di carne lavorata, +17% per 100 g al giorno di carne rossa. ATTENZIONE: scheda compilata a mano, la summary di monografia non ha abstract su PubMed ne' full-text ad accesso aperto.
E' l'esito duro che l'intuizione sulla putrefazione sfiorava senza saperlo — ma per vie completamente diverse da quelle immaginate. Va letto bene: il Gruppo 1 dice quanto e' SOLIDA la prova, non quanto e' GRANDE il rischio. La carne lavorata sta nello stesso gruppo del fumo perche' in entrambi i casi il nesso e' considerato dimostrato, non perche' un panino col salame valga un pacchetto di sigarette.
Abstract (in lingua originale)
Testo integrale (Open Access, in lingua originale)
Sintesi
Perche' la scheda esiste, in questa biblioteca. La tradizione igienista accusava la carne di
"putrefare" nell'intestino e di avvelenare lentamente l'organismo. Il meccanismo che immaginava
non esiste, ma l'esito che temeva — un danno lento a carico del colon — e' l'unico su cui oggi
esista una valutazione formale di agenzia. Serve per misurare la distanza fra un'intuizione e
una prova.
La valutazione
Un gruppo di lavoro di 22 esperti da 10 Paesi, riunito alla IARC di Lione nell'ottobre 2015,
ha esaminato oltre 800 studi epidemiologici sul consumo di carne e il rischio di cancro.
Carne lavorata → Gruppo 1, "cancerogena per l'uomo". La classificazione si basa su
*evidenza sufficiente nell'uomo* per il cancro del colon-retto. Per "carne lavorata" si
intende carne trasformata con salatura, stagionatura, fermentazione, affumicatura o altri
processi di conservazione o aromatizzazione: salumi, prosciutti, wurstel, carne in scatola.
Carne rossa → Gruppo 2A, "probabilmente cancerogena per l'uomo". Qui l'evidenza nell'uomo
e' *limitata*, ma e' sostenuta da una forte evidenza meccanicistica. L'associazione piu' solida
riguarda ancora il colon-retto; associazioni positive sono state osservate anche per pancreas e
prostata.
Le due stime dose-risposta
Sono i numeri che l'IARC ha diffuso insieme alla valutazione, derivati da una meta-analisi di
studi di coorte:
| esposizione | rischio di cancro del colon-retto |
|---|---|
| 50 g al giorno di carne lavorata | +18% |
| 100 g al giorno di carne rossa | +17% |
Cosa NON dice
Il Gruppo 1 indica quanto e' solida la prova che una sostanza sia cancerogena, non **quanto
e' grande il rischio**. E' la fonte dell'equivoco piu' diffuso su questa valutazione: la carne
lavorata sta nello stesso gruppo del fumo di tabacco perche' in entrambi i casi il nesso e'
considerato dimostrato, non perche' un panino col salame equivalga a un pacchetto di sigarette.
Le grandezze in gioco sono diverse di ordini di grandezza.
La valutazione riguarda il cancro, non il diabete: sul diabete parlano altri studi di questa
biblioteca (in particolare la meta-analisi InterConnect su 1,97 milioni di adulti, PMID 39174161).